martedì 1 maggio 2012

1° maggio festa del lavoro - Mayday!

Mayday: grido d’aiuto. La parola che per convenzione si fa risuonare nell’etere per chiedere immediato soccorso. In questo primo maggio 2012, i lavoratori italiani avrebbero tutto il diritto di lanciare la loro accorata richiesta di soccorso urgente. Dopo un lungo e metodico assedio, sono adesso esposti a un’offensiva frontale che mira a espugnare una volta per tutte proprio le conquiste che il primo maggio aveva per lunghi decenni celebrato. Senza più diritti, di nuovo, come 200 anni fa, considerati merce, e nemmeno delle più preziose.
Sotto le bandiere bugiarde della modernizzazione si sta operando un gigantesco balzo all’indietro. L’obiettivo già in buona parte raggiunto, è riavvolgere il nastro della storia per tornare alla situazione di due secoli fa, prima della nascita del movimento operaio, sino a un lavoro riportato alla condizione di schiavismo imbellettato e mercato delle braccia. I giovani, costretti a subìre la tirannia del precariato, senza sicurezze per il presente né garanzie per il futuro, condannati a vivere sul filo del raosio e senza mai poter progettare nulla, ne sono le prime vittime.

mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 2012


UNA MEMORIA SENZA SCONTI
di Claudio Fava



In un paese diviso non per pregiudizi ideologici ma per la realtà delle cose, è difficile che la memoria unisca tutti. E forse è un bene che sia così. E’ un bene che quest’anno il 25 aprile a Roma non abbia tra gli ospiti poco desiderati Alemanno e la Polverini. E’ un bene che l’Anpi abbia scelto di non corteggiare alcuna retorica spiegando al sindaco e alla presidente della regione che il giorno della Liberazione è un giorno di scelte: o si sta dalla parte della democrazia e dell’antifascismo o si ammicca ai giovani fascisti di borgata [...].
L’Italia oggi è un paese libero ma diviso. E il 25 aprile serve a ricordarci entrambe le condizioni: il prezzo pagato 67 anni fa per dirci oggi liberi e il peso di quelle divisioni che rendono insostenibile e umiliante l’esistenza per molti italiani. Se tre milioni di disoccupati hanno cronicizzato la loro rassegnazione e non cercano più un’occupazione, se le dieci famiglie più ricche del paese valgono economicamente – redditi, proprietà, rendite – come tre milioni di famiglie, se lo “spread” (quello vero, inciso sulla carne viva dell’esistenza) continua a divaricare come un forcipe l’Italia allontanando inesorabilmente chi ha sempre di più e chi non ha affatto, il 25 aprile deve farsi carico anche di questo. E deve proporre gesti, scelte, parole di liberazione, qui ed ora, dalle condizioni di una nazione non solo sempre più povera ma anche più diseguale.Il 25 aprile parla all’Italia ma racconta anche l’Europa. Il governo delle destre, da Sarkozy alla Merkel, da Cameron a Monti, è chiamato a fare i conti col fallimento del proprio progetto politico. Un progetto diffuso, destinato a trasformare i diritti in merce, a sottomettere le pratiche della democrazia alle speculazioni delle borse, a trasformare il progetto civile e sociale dell’integrazione europea nel governo indiscusso della sua banca centrale. Un primo segnale è arrivato dalla Francia. Altri segni, altri gesti andranno costruiti con pazienza ovunque. Anche restituendo intransigenza alla memoria della resistenza e della liberazione: senza sconti per nessuno.

domenica 15 gennaio 2012

Dopo quasi 40 anni chiude la sede storica della sinistra uboldese in Via Magenta


La sede di Via Magenta 18 in occasione
delle primarie de: "L'Unione" nel 2005
Non è piacevole scrivere un articolo per annunciare la chiusura della sede locale del Circolo di Sinistra Ecologia Libertà, tuttavia per motivi non dipendenti dal volontà degli iscritti e dei simpatizzanti di SEL abbiamo dovuto rendere le chiavi del locale alla proprietà. 
Purtroppo dopo un anno di resistenza, abbiamo dovuto cedere alle richieste della proprietà che già aveva richiesto di liberare il locale alla fine del 2010. Con la chiusura della sede del Circolo di SEL ad Uboldo non vi sono più sedi di partito.La sede del Circolo uboldese di SEL, oltre che essere un valido punto di riferimento della politica di centrosinistra, aveva una importanza storica che ha vissuto gli importanti mutamenti della storia della sinistra italiana ed uboldese. L’attività politica nei locali di Via Magenta 18 è, infatti, iniziata nel 1973 quando aprì la sede del Partito Comunista Italiano, poi del Partito Democratico della Sinistra, dei Democratici di Sinistra ed oggi di Sinistra Ecologia e Libertà. Non si può, quindi, non provare un senso di nostalgia ripensando a tutte le persone e a tutte le discussioni e strategie che si sono elaborate all’interno di quei muri.

venerdì 25 novembre 2011

25 novembre: giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Nel 1999 l’ONU istituì la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Da allora poco o nulla è cambiato e, lo afferma una ricerca del Consiglio d’Europa, l’aggressività maschile è la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne fra i 16 e i 44 anni. La violenza, fisica e sessuale, continua ad essere una drammatica realtà quotidiana per oltre il 30% delle donne italiane, una violenza che si consuma soprattutto tra le pareti domestiche ad opera del marito, del convivente, dell’ex, di un familiare o comunque di una persona conosciuta. Non conta la condizione sociale o economica, non conta vivere al nord o al sud. Là dove la donna esprime la propria autonomia, là dove osa dire un no, diventa potenzialmente vittima di violenza.